Lavorare all’estero
Lavorare in un altro paese UE: la libera circolazione
Se hai la cittadinanza di un paese UE puoi cercare lavoro e lavorare in un altro paese UE alle stesse condizioni di chi ci è nato. Qui trovi le regole di base, i documenti e i limiti.
Per chi è
Per chi ha la cittadinanza di un paese dell’Unione europea e vuole lavorare o cercare lavoro in un altro paese UE, e per i suoi familiari. Valgono regole molto simili per Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. Se hai solo la cittadinanza di un paese extra-UE, leggi invece le pagine sulla Carta blu UE e sul permesso unico.
In breve
- Non serve un permesso di lavoro: basta un documento d’identità valido.
- Hai diritto alla stessa paga, alle stesse condizioni e agli stessi vantaggi sociali e fiscali dei lavoratori locali.
- Fino a 3 mesi soggiorni senza formalità; oltre, il paese può chiederti di registrarti.
- Dopo 5 anni di soggiorno legale e continuativo ottieni la residenza permanente.
- Alcuni posti nella pubblica amministrazione possono essere riservati ai cittadini del paese.
Informazioni generali, non consulenza legale. Le norme cambiano e hanno eccezioni. Verifica sempre il testo ufficiale nelle fonti in fondo e, per il tuo caso, rivolgiti a un sindacato, un patronato, un consulente del lavoro o un avvocato.
Il principio: niente discriminazioni per nazionalità
Il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea garantisce la libera circolazione dei lavoratori. Vieta ogni discriminazione basata sulla nazionalità tra lavoratori dei paesi UE per quanto riguarda l’impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro. Ti dà il diritto di rispondere a offerte di lavoro reali, di spostarti per questo, di soggiornare nel paese per lavorarci e di restarci dopo aver lavorato. [1]
C’è un’eccezione: il Trattato non si applica agli impieghi nella pubblica amministrazione. La Commissione europea precisa che l’eccezione va interpretata in modo restrittivo: riguarda solo alcuni posti, non tutto il settore pubblico. [1] [5]
Parità di trattamento sul lavoro
Il Regolamento (UE) n. 492/2011 rende concreto il principio. Puoi accedere a un lavoro disponibile in un altro paese UE con la stessa priorità dei cittadini di quel paese. [2] Una volta assunto, non puoi essere trattato diversamente per la tua nazionalità su retribuzione, licenziamento e altre condizioni di lavoro. Hai gli stessi vantaggi sociali e fiscali dei lavoratori nazionali e lo stesso accesso alla formazione professionale. Le clausole di contratti collettivi o individuali che discriminano i lavoratori di altri paesi UE sono nulle. [2]
Hai anche parità di trattamento nell’iscrizione ai sindacati e nell’esercizio dei relativi diritti. [2]
Soggiorno: i primi 3 mesi e dopo
La Direttiva 2004/38/CE regola il diritto di soggiorno. [3]
- Fino a 3 mesi: puoi soggiornare senza condizioni e senza formalità, con una carta d’identità o un passaporto validi (art. 6).
- Oltre 3 mesi: hai diritto di soggiorno se lavori come dipendente o autonomo nel paese ospitante (art. 7, par. 1, lett. a).
- Registrazione: il paese può chiederti di registrarti presso le autorità. Il termine non può essere inferiore a 3 mesi dall’arrivo e l’attestato di iscrizione va rilasciato subito. Per un lavoratore possono chiedere solo il documento d’identità e una conferma di assunzione o un certificato di lavoro (art. 8).
- Residenza permanente: dopo 5 anni di soggiorno legale e continuativo hai il diritto di soggiorno permanente, senza più dover dimostrare le condizioni dell’art. 7 (art. 16).
Se perdi il lavoro, in alcuni casi conservi lo status di lavoratore: per esempio se sei temporaneamente inabile per malattia o infortunio, o se sei disoccupato involontario registrato presso l’ufficio per l’impiego. In caso di contratto a termine inferiore a un anno, o di disoccupazione nei primi 12 mesi, lo status si conserva per almeno 6 mesi (art. 7, par. 3). [3]
I familiari
Sono “familiari” il coniuge, il partner registrato (se il paese ospitante equipara l’unione registrata al matrimonio), i figli sotto i 21 anni o a carico e i genitori a carico, anche del coniuge o partner (art. 2). Possono accompagnarti o raggiungerti anche se non hanno la cittadinanza UE, e hanno diritto di lavorare nel paese ospitante, qualunque sia la loro nazionalità (artt. 7 e 23). [3]
Se stai ancora cercando lavoro
Puoi trasferirti in un altro paese UE per cercare lavoro. Se sei entrato per cercare un impiego, non puoi essere allontanato finché dimostri di continuare a cercarlo e di avere reali possibilità di essere assunto (art. 14, par. 4, lett. b). [3] Secondo il portale “La tua Europa”, il periodo concesso per cercare lavoro di solito è di 6 mesi; dopo, le autorità possono chiederti prove della ricerca. [7] Nei primi mesi il paese ospitante non è obbligato a darti l’assistenza sociale (art. 24, par. 2). [3]
Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera
La libera circolazione dei lavoratori si applica, in termini generali, anche ai paesi dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia). [5] Con la Svizzera vale l’Accordo sulla libera circolazione delle persone, in vigore dal 1° giugno 2002, che facilita ai cittadini UE le condizioni di soggiorno e di lavoro in Svizzera; le procedure (notifiche, permessi) sono però svizzere. [6] Vedi Lavorare in Svizzera.
A chi rivolgerti se i tuoi diritti non sono rispettati
La Direttiva 2014/54/UE obbliga ogni paese UE a garantire vie giudiziarie ai lavoratori UE discriminati, anche dopo la fine del rapporto di lavoro, e a designare uno o più organismi che promuovono la parità di trattamento e offrono assistenza indipendente. [4] Puoi anche rivolgerti a un sindacato. Per cercare offerte e consulenza c’è il portale pubblico EURES, la rete europea dei servizi per l’impiego. [8]
Checklist prima di partire
- Carta d’identità o passaporto validi per tutto il periodo.
- Contratto o lettera di assunzione: ti serve anche per la registrazione di soggiorno.
- Informati presso il comune o l’ufficio competente del paese su come e quando registrarti.
- Verifica se la tua professione è regolamentata: vedi riconoscimento delle qualifiche.
- Chiarisci in quale paese pagherai i contributi: vedi sicurezza sociale e modulo A1.
- Conserva buste paga e contratti: servono per la residenza permanente e per la pensione.