Per chi assume

Obblighi del datore di lavoro in Italia

Cosa deve fare un’azienda per assumere e gestire dipendenti in regola in Italia: dalla comunicazione al Centro per l’impiego alle informazioni scritte, dalla sicurezza alla trasparenza retributiva, fino al licenziamento.

9 min di lettura

Per chi è

Per imprese, studi, associazioni e startup che assumono dipendenti in Italia nel settore privato. Per colf e badanti le regole sono in parte diverse: vedi Assumere un’assistente in regola. Per le pratiche quotidiane conviene un consulente del lavoro.

In breve

  • La comunicazione obbligatoria di assunzione va inviata entro il giorno prima dell’inizio del lavoro.
  • Il lavoratore deve ricevere per iscritto le informazioni essenziali sul rapporto, in gran parte prima di iniziare.
  • Dal 7 giugno 2026 negli annunci va indicata la retribuzione iniziale o la sua fascia, e non si può chiedere lo stipendio precedente.
  • Valutazione dei rischi (DVR) e nomina del responsabile della sicurezza (RSPP) sono obblighi personali del datore.
  • Il licenziamento va comunicato per iscritto e motivato.

Informazioni generali, non consulenza legale. Le norme cambiano e hanno eccezioni. Verifica sempre il testo ufficiale nelle fonti in fondo e, per il tuo caso, rivolgiti a un consulente del lavoro, a un avvocato o all’associazione di categoria.

Prima di assumere: l’annuncio

Con il decreto legislativo 96 del 2026 sulla trasparenza retributiva, in vigore dal 7 giugno 2026 [1]:

Il decreto non si applica al lavoro domestico e al lavoro intermittente (art. 2, comma 2). Per scrivere un annuncio conforme vedi Come scrivere un annuncio con la RAL.

Il giorno prima: la comunicazione obbligatoria (UNILAV)

I datori privati, compresi quelli agricoli, devono comunicare l’instaurazione del rapporto al servizio competente entro il giorno precedente l’inizio del lavoro, con il modello telematico UNILAV [2]. Lo stesso vale per proroghe, trasformazioni e cessazioni, nei termini previsti. Lavorare senza questa comunicazione significa lavoro “nero” (vedi sotto).

Le informazioni scritte al lavoratore

L’articolo 1 del decreto legislativo 152 del 1997, come riscritto dal decreto legislativo 104 del 2022, elenca le informazioni da dare [3] [4]: parti, luogo, inquadramento, inizio, tipo e durata del contratto, prova, ferie, preavviso, retribuzione, orario, CCNL, enti previdenziali.

Paghe, LUL e contratto collettivo

Orario e ferie

Limiti generali del decreto legislativo 66 del 2003 [9]: orario normale di 40 ore settimanali; media massima di 48 ore ogni sette giorni, straordinari compresi, su un periodo di riferimento non superiore a quattro mesi; 11 ore consecutive di riposo al giorno; pausa oltre le 6 ore; 24 ore consecutive di riposo ogni sette giorni; almeno 4 settimane di ferie retribuite, non sostituibili con un’indennità salvo alla fine del rapporto.

Salute e sicurezza

Il decreto legislativo 81 del 2008 si applica anche con un solo dipendente [10]. In sintesi:

Contratti a termine

Con il decreto legislativo 81 del 2015 [11]: fino a 12 mesi senza causale; oltre, e fino a 24 mesi, solo nei casi previsti dai contratti collettivi, per sostituire altri lavoratori o, fino al 31 dicembre 2026, per esigenze tecniche, organizzative o produttive individuate dalle parti (art. 19). Massimo quattro proroghe nei 24 mesi (art. 21). Salvo diversa previsione del CCNL e salvo le esenzioni di legge, i contratti a termine non possono superare il 20% dei dipendenti a tempo indeterminato; chi ha fino a cinque dipendenti può comunque stipulare un contratto a termine (art. 23). Chi ha lavorato più di 6 mesi a termine ha un diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato per le stesse mansioni fatte nei 12 mesi successivi (art. 24).

Collocamento obbligatorio delle persone con disabilità

La legge 68 del 1999 impone di avere alle dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie protette [12]: un lavoratore da 15 a 35 dipendenti, due da 36 a 50, il 7% sopra i 50 (art. 3). Il calcolo si fa sui dipendenti “computabili”, secondo le regole della legge.

Trasparenza retributiva nelle aziende più grandi

Oltre agli obblighi sugli annunci, il decreto 96 del 2026 prevede [1]:

Le modalità di raccolta dei dati sono rinviate a decreti del Ministero del lavoro: controlla gli aggiornamenti sul sito del Ministero.

Whistleblowing

Il decreto legislativo 24 del 2023 obbliga ad attivare un canale interno di segnalazione riservato i soggetti privati che nell’ultimo anno hanno impiegato in media almeno 50 lavoratori subordinati, quelli che operano in alcuni settori regolati dall’UE anche sotto questa soglia, e quelli che adottano i modelli organizzativi del d.lgs. 231/2001 (artt. 2 e 4) [13]. Sono vietate le ritorsioni contro chi segnala (art. 17); l’ANAC gestisce il canale esterno e le comunicazioni di ritorsione [14].

Lavoro nero: la maxisanzione

Impiegare lavoratori subordinati senza la comunicazione preventiva di assunzione comporta una sanzione amministrativa per ogni lavoratore irregolare, crescente in base alle giornate di lavoro “in nero” e maggiorata, tra l’altro, se si tratta di lavoratori stranieri senza permesso o di minori in età non lavorativa (decreto-legge 12 del 2002, art. 3, come modificato nel tempo) [15]. Si aggiungono contributi e premi assicurativi non versati. Gli importi cambiano nel tempo: verificali sul testo ufficiale o con l’Ispettorato.

Lavoratori stranieri

Per i percorsi di ingresso vedi Venire a lavorare in Italia da un paese extra-UE.

Licenziamento

Privacy dei dipendenti

I dati dei dipendenti vanno trattati secondo il GDPR, con un’informativa chiara (art. 13); gli Stati possono prevedere regole più specifiche per il rapporto di lavoro (art. 88) [21]. Telecamere e strumenti che permettono il controllo a distanza richiedono un accordo sindacale o l’autorizzazione dell’Ispettorato, e i dati raccolti si possono usare solo se i lavoratori sono stati adeguatamente informati (Statuto dei lavoratori, art. 4). È vietato indagare sulle opinioni dei lavoratori (art. 8) [22].

Checklist