Lavorare all'estero
Lavorare in Spagna: permessi, NIE e diritti di base
Chi può lavorare in Spagna senza permesso, quali sono le principali autorizzazioni per i cittadini extra-UE e quali diritti minimi prevede lo Statuto dei lavoratori.
Per chi è
Per chi vuole lavorare in Spagna come dipendente, sia cittadino UE (anche italiano) sia cittadino extra-UE. Non copre il lavoro autonomo, lo studio, l'asilo o le regolarizzazioni.
In breve
- I cittadini UE/SEE e svizzeri possono lavorare in Spagna senza permesso; se restano più di tre mesi devono iscriversi al Registro centrale degli stranieri.
- I cittadini extra-UE hanno bisogno di un'autorizzazione di residenza e lavoro; dal 20 maggio 2025 vale un nuovo regolamento sull'immigrazione.
- Salario minimo 2026: 1.221 euro lordi al mese in 14 mensilità.
- Orario: 40 ore settimanali in media annua; ferie: almeno 30 giorni di calendario.
Informazioni generali, non consulenza legale. Le norme cambiano e hanno eccezioni. Verifica sempre il testo ufficiale nelle fonti in fondo e, per il tuo caso, rivolgiti a un sindacato, un patronato, un consulente del lavoro o un avvocato.
Cittadini UE: libera circolazione
Se sei cittadino UE, SEE o svizzero puoi lavorare in Spagna alle stesse condizioni degli spagnoli. Per soggiorni oltre i tre mesi devi chiedere l'iscrizione al Registro centrale degli stranieri (certificado de registro), che riporta il tuo NIE, il numero di identificazione per stranieri. [1] Il NIE serve per contratto, conto bancario e previdenza. Vedi libera circolazione nell'UE.
Cittadini extra-UE: le vie principali
Le regole generali sono nella Legge organica 4/2000 sugli stranieri e nel nuovo Regolamento approvato con Real Decreto 1155/2024, in vigore dal 20 maggio 2025. [2] [3] Le vie più comuni:
- Autorizzazione di residenza temporanea e lavoro dipendente: di norma la chiede il datore di lavoro in Spagna, e conta la situazione del mercato del lavoro (ad esempio se il posto è in un elenco di occupazioni di difficile copertura). Poi il lavoratore chiede il visto al consolato.
- Professionisti altamente qualificati e Carta blu UE: procedure più rapide previste dalla Legge 14/2013, gestite dall'Unità grandi imprese e collettivi strategici (UGE). [4]
- Telelavoro internazionale: per chi lavora a distanza per aziende fuori dalla Spagna (il cosiddetto visto per nomadi digitali). [5]
Le informazioni ufficiali sono sul sito del Ministero dell'Inclusione, della Sicurezza sociale e delle Migrazioni (inclusion.gob.es) e dei consolati spagnoli. Nessun intermediario può "vendere" un permesso: vedi reclutamento equo.
Riconoscimento dei titoli
Per esercitare professioni regolamentate (medico, infermiere, ingegnere con abilitazione...) serve l'omologazione o il riconoscimento del titolo da parte del ministero competente. Per i cittadini UE si applicano le regole europee: vedi riconoscimento delle qualifiche.
Salario minimo (SMI)
Per il 2026 il salario minimo interprofessionale è 1.221 euro lordi al mese, pagati in 14 mensilità (17.094 euro l'anno), con effetti dal 1 gennaio 2026. [6] I contratti collettivi di settore possono prevedere importi più alti.
Orario e registro
L'orario massimo ordinario è 40 ore settimanali in media su base annua, e di norma non più di 9 ore ordinarie al giorno. [7] L'azienda deve tenere un registro giornaliero dell'orario, con inizio e fine della giornata, e conservarlo per quattro anni. [8] Il Governo ha annunciato un regolamento sul registro digitale dell'orario: controlla su boe.es se è stato pubblicato e da quando si applica.
Ferie
Le ferie annuali retribuite non possono essere inferiori a 30 giorni di calendario e non si possono sostituire con denaro. [9]
Licenziamento
Il licenziamento va comunicato per iscritto con i motivi. Se un giudice lo dichiara ingiustificato (improcedente), l'indennità è di 33 giorni di stipendio per anno di servizio, fino a 24 mensilità, salvo reintegro. [10] I termini per contestarlo sono molto brevi (20 giorni lavorativi) e prima del processo serve un tentativo di conciliazione (Ley 36/2011, artt. 63 e 103): rivolgiti subito a un sindacato o a un avvocato.
A chi rivolgersi
- Ispettorato del lavoro e della sicurezza sociale (ITSS), che ha anche una casella online per segnalazioni.
- Servizi di mediazione e conciliazione delle comunità autonome, prima di andare in tribunale.
- Sindacati e SEPE, il servizio pubblico per l'impiego.
Checklist
- Cittadini UE: chiedi NIE e certificado de registro se resti più di tre mesi.
- Extra-UE: verifica la via giusta sul sito del ministero o del consolato prima di partire.
- Controlla che il datore ti iscriva alla Sicurezza sociale prima del primo giorno.
- Chiedi una copia del contratto e controlla il contratto collettivo applicato.
- Annota le tue ore: l'azienda deve tenere il registro, ma una tua copia aiuta.