Lavorare all'estero

Lavorare in Spagna: permessi, NIE e diritti di base

Chi può lavorare in Spagna senza permesso, quali sono le principali autorizzazioni per i cittadini extra-UE e quali diritti minimi prevede lo Statuto dei lavoratori.

7 min di lettura

Per chi è

Per chi vuole lavorare in Spagna come dipendente, sia cittadino UE (anche italiano) sia cittadino extra-UE. Non copre il lavoro autonomo, lo studio, l'asilo o le regolarizzazioni.

In breve

  • I cittadini UE/SEE e svizzeri possono lavorare in Spagna senza permesso; se restano più di tre mesi devono iscriversi al Registro centrale degli stranieri.
  • I cittadini extra-UE hanno bisogno di un'autorizzazione di residenza e lavoro; dal 20 maggio 2025 vale un nuovo regolamento sull'immigrazione.
  • Salario minimo 2026: 1.221 euro lordi al mese in 14 mensilità.
  • Orario: 40 ore settimanali in media annua; ferie: almeno 30 giorni di calendario.

Informazioni generali, non consulenza legale. Le norme cambiano e hanno eccezioni. Verifica sempre il testo ufficiale nelle fonti in fondo e, per il tuo caso, rivolgiti a un sindacato, un patronato, un consulente del lavoro o un avvocato.

Cittadini UE: libera circolazione

Se sei cittadino UE, SEE o svizzero puoi lavorare in Spagna alle stesse condizioni degli spagnoli. Per soggiorni oltre i tre mesi devi chiedere l'iscrizione al Registro centrale degli stranieri (certificado de registro), che riporta il tuo NIE, il numero di identificazione per stranieri. [1] Il NIE serve per contratto, conto bancario e previdenza. Vedi libera circolazione nell'UE.

Cittadini extra-UE: le vie principali

Le regole generali sono nella Legge organica 4/2000 sugli stranieri e nel nuovo Regolamento approvato con Real Decreto 1155/2024, in vigore dal 20 maggio 2025. [2] [3] Le vie più comuni:

Le informazioni ufficiali sono sul sito del Ministero dell'Inclusione, della Sicurezza sociale e delle Migrazioni (inclusion.gob.es) e dei consolati spagnoli. Nessun intermediario può "vendere" un permesso: vedi reclutamento equo.

Riconoscimento dei titoli

Per esercitare professioni regolamentate (medico, infermiere, ingegnere con abilitazione...) serve l'omologazione o il riconoscimento del titolo da parte del ministero competente. Per i cittadini UE si applicano le regole europee: vedi riconoscimento delle qualifiche.

Salario minimo (SMI)

Per il 2026 il salario minimo interprofessionale è 1.221 euro lordi al mese, pagati in 14 mensilità (17.094 euro l'anno), con effetti dal 1 gennaio 2026. [6] I contratti collettivi di settore possono prevedere importi più alti.

Orario e registro

L'orario massimo ordinario è 40 ore settimanali in media su base annua, e di norma non più di 9 ore ordinarie al giorno. [7] L'azienda deve tenere un registro giornaliero dell'orario, con inizio e fine della giornata, e conservarlo per quattro anni. [8] Il Governo ha annunciato un regolamento sul registro digitale dell'orario: controlla su boe.es se è stato pubblicato e da quando si applica.

Ferie

Le ferie annuali retribuite non possono essere inferiori a 30 giorni di calendario e non si possono sostituire con denaro. [9]

Licenziamento

Il licenziamento va comunicato per iscritto con i motivi. Se un giudice lo dichiara ingiustificato (improcedente), l'indennità è di 33 giorni di stipendio per anno di servizio, fino a 24 mensilità, salvo reintegro. [10] I termini per contestarlo sono molto brevi (20 giorni lavorativi) e prima del processo serve un tentativo di conciliazione (Ley 36/2011, artt. 63 e 103): rivolgiti subito a un sindacato o a un avvocato.

A chi rivolgersi

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