Lavorare all'estero

Lavorare in Francia: permessi, registrazioni e diritti di base

Chi può lavorare in Francia senza permesso, come funzionano i titoli di soggiorno per lavoro e quali diritti minimi prevede il Code du travail.

7 min di lettura

Per chi è

Per chi vuole lavorare in Francia come dipendente, sia cittadino UE (anche italiano) sia cittadino extra-UE. Non copre il lavoro autonomo, lo studio o l'asilo.

In breve

  • I cittadini UE/SEE e svizzeri lavorano in Francia senza titolo di soggiorno né autorizzazione di lavoro.
  • I cittadini extra-UE hanno bisogno di un titolo che autorizzi il lavoro: "salarié", "talent" (ex passeport talent), Carta blu europea e altri.
  • Le domande di titolo di soggiorno e di autorizzazione di lavoro passano in gran parte dal portale online ANEF.
  • Durata legale: 35 ore settimanali. Ferie: 2,5 giorni lavorativi per mese, cioè 5 settimane l'anno.
  • Dal 1 giugno 2026 lo SMIC è 12,31 euro lordi l'ora.

Informazioni generali, non consulenza legale. Le norme cambiano e hanno eccezioni. Verifica sempre il testo ufficiale nelle fonti in fondo e, per il tuo caso, rivolgiti a un sindacato, un patronato, un consulente del lavoro o un avvocato.

Cittadini UE: libera circolazione

Se sei cittadino UE, SEE o svizzero puoi lavorare in Francia alle stesse condizioni dei francesi, senza permesso. Restano gli adempimenti pratici: iscrizione alla sicurezza sociale (di solito avviata dal datore di lavoro) e, se ti trasferisci, la gestione della residenza fiscale. Vedi libera circolazione nell'UE.

Cittadini extra-UE: le vie principali

Le regole sono nel Codice dell'ingresso e del soggiorno degli stranieri (CESEDA). [1] Le vie più comuni per i dipendenti sono:

Il visto di lungo soggiorno si chiede al consolato francese del tuo paese (portale ufficiale france-visas.gouv.fr). Una volta in Francia, molte pratiche passano dal portale online ANEF del Ministero dell'Interno: administration-etrangers-en-france.interieur.gouv.fr. Non pagare intermediari per "ottenere" un permesso: vedi reclutamento equo.

Titoli di studio e ricerca di lavoro

Per le professioni regolamentate (sanità, diritto, insegnamento...) serve il riconoscimento della qualifica presso l'autorità competente. Per i titoli di studio il centro ENIC-NARIC France rilascia attestati di comparabilità. Le offerte di lavoro pubbliche sono su France Travail (ex Pôle emploi), il servizio pubblico per l'impiego. Vedi anche riconoscimento delle qualifiche.

Contratti: CDI e CDD

Il contratto a tempo indeterminato (CDI) è la forma normale del rapporto di lavoro. [3] Il contratto a termine (CDD) è ammesso solo in casi previsti dalla legge (ad esempio sostituzione o aumento temporaneo di attività) e deve essere scritto. [4]

Salario minimo (SMIC)

Lo SMIC è il salario minimo legale. Dal 1 giugno 2026 è 12,31 euro lordi l'ora (1.867,02 euro lordi al mese per 35 ore), dopo una rivalutazione straordinaria legata all'inflazione; dal 1 gennaio 2026 era 12,02 euro. [5] Lo SMIC cambia spesso: controlla sempre l'importo aggiornato.

Orario di lavoro

La durata legale è 35 ore a settimana: oltre scattano le ore straordinarie, pagate con maggiorazione. [6] I limiti massimi sono, salvo deroghe, 10 ore al giorno, 48 ore in una settimana e 44 ore in media su 12 settimane. [7]

Ferie pagate

Ogni mese di lavoro dà diritto a 2,5 giorni lavorativi (jours ouvrables) di ferie, fino a 30 giorni, cioè 5 settimane, per un anno completo. [8]

Licenziamento

Il licenziamento di un dipendente in CDI deve avere una causa reale e seria. Di norma il datore deve convocarti a un colloquio preliminare prima di decidere. [9] Le controversie vanno al conseil de prud'hommes (tribunale del lavoro).

A chi rivolgersi

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