Per chi lavora
Lavorare come assistente familiare in regola
Badante, colf o baby sitter: anche se lavori in una casa privata, hai un contratto nazionale, una paga minima e dei diritti. Ecco quali, e come controllare che siano rispettati.
In breve
- Chiedi sempre una lettera di assunzione scritta, con livello, orario e paga.
- La paga minima dipende dal livello del CCNL e cambia ogni anno.
- Hai diritto a riposi, ferie, tredicesima e TFR, anche se convivi con la famiglia.
- Controlla i tuoi contributi online sul sito INPS.
- Non pagare mai nessuno per avere un lavoro.
Nota. Guida informativa, non consulenza legale. Gli importi cambiano ogni anno. Per il tuo caso, rivolgiti gratis a un sindacato o a un patronato: aiutano anche chi non parla bene l’italiano.
1. Il tuo contratto si chiama CCNL lavoro domestico
Il contratto collettivo nazionale del lavoro domestico vale per colf, badanti e baby sitter assunti da famiglie. È stato rinnovato il 28 ottobre 2025 e scade il 31 ottobre 2028 [2]. Ti inquadra in un livello, dalla A alla DS, in base a cosa fai:
- AS: sola compagnia a persone adulte autosufficienti.
- BS: assistenza a persone autosufficienti o a bambini (baby sitter).
- CS: assistenza a persone non autosufficienti, senza formazione specifica.
- DS: assistenza a persone non autosufficienti, con formazione specifica.
Se assisti una persona che non è autosufficiente, il tuo livello è almeno CS. Se hai un attestato di formazione come assistente familiare, chiedi se puoi essere inquadrata al livello DS.
2. Quanto devi guadagnare, almeno
Per il 2026 la tabella ufficiale dei minimi indica, per il livello CS, 1.193,84 € al mese se sei convivente e 8,30 € l’ora se lavori a ore [1]. Sono minimi lordi: la famiglia può pagarti di più, non di meno. Ogni anno i minimi vengono aggiornati.
In più hai diritto a:
- Tredicesima, a dicembre.
- Ferie: 26 giorni lavorativi l’anno, pagati [2].
- TFR: una somma che ricevi quando il lavoro finisce, circa una mensilità per ogni anno [2].
- Vitto e alloggio, se sei convivente: non si scalano dalla paga minima.
- Prospetto paga ogni mese, con ore e importi.
3. Orari e riposi
Se vivi con la famiglia (convivente)
- Al massimo 10 ore al giorno, non consecutive, e 54 ore a settimana.
- Almeno 11 ore di riposo consecutive ogni giorno, e una pausa di almeno 2 ore se l’orario non è tutto al mattino o tutto al pomeriggio.
- 36 ore di riposo a settimana, di cui 24 la domenica.
Se lavori a ore (non convivente)
- Al massimo 8 ore al giorno, non consecutive, e 40 ore a settimana.
- 24 ore di riposo a settimana, la domenica.
Fonte: CCNL lavoro domestico, artt. 13 e 14 [2].
Il lavoro straordinario, notturno e festivo si paga di più. Se di notte devi alzarti per assistere, non è “solo presenza”: per l’assistenza notturna ci sono minimi dedicati [1].
4. Se stai male o se aspetti un bambino
- Malattia: il CCNL prevede che la famiglia paghi alcuni giorni l’anno (da 8 a 15 in base all’anzianità) e conservi il posto per un periodo che cresce con l’anzianità (art. 27) [2].
- Maternità: in presenza dei requisiti contributivi, l’indennità è pagata dall’INPS e hai diritto a conservare il posto fino alla fine del congedo obbligatorio (art. 25 del CCNL, che rinvia alle norme di legge) [2].
- Formazione: se lavori a tempo pieno e indeterminato da almeno 6 mesi, il CCNL prevede fino a 40 ore l’anno di permesso retribuito per corsi di formazione professionale (64 per i corsi riconosciuti dall’ente bilaterale Ebincolf), utilizzabili anche per la formazione richiesta per rinnovare il permesso di soggiorno (art. 20) [2].
5. Controlla i tuoi contributi
La famiglia deve comunicare la tua assunzione all’INPS prima che inizi a lavorare [3] e pagare i contributi ogni tre mesi [4]. I contributi servono per la tua pensione, per la maternità e per l’indennità di disoccupazione.
- Chiedi una copia della comunicazione di assunzione all’INPS.
- Con SPID o CIE entra su inps.it e controlla il tuo estratto conto contributivo.
- Se mancano dei trimestri, chiedi spiegazioni per iscritto e poi rivolgiti a un patronato.
Se vieni dall’estero
Per lavorare in Italia da cittadina o cittadino di un paese fuori dall’UE serve un permesso di soggiorno che consenta di lavorare. Un contratto regolare e i contributi pagati sono importanti anche per rinnovarlo. L’Italia ha ratificato nel 2013 la Convenzione OIL n. 189 sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici [5].
- Nessuno può chiederti soldi per trovarti una famiglia, per un “posto nel decreto flussi” o per un contratto.
- Nessuno può tenere il tuo passaporto o il tuo permesso di soggiorno.
- Diffida di chi ti promette documenti in cambio di lavoro gratis o di una parte dello stipendio.
Leggi anche Red flag negli annunci di lavoro.
Approfondisci: le vie legali per venire a lavorare in Italia e come riconoscere un reclutamento illegale.
Checklist del primo giorno
- Ho una lettera di assunzione firmata, con livello, orario, riposi e paga.
- La paga è almeno il minimo del mio livello per quest’anno.
- So quali sono i miei giorni e le mie ore di riposo.
- Ho una copia della comunicazione all’INPS.
- Ho i miei documenti con me, sempre.
- Conosco un sindacato o un patronato vicino a casa.
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