Per chi cerca lavoro

Un profilo che funziona, anche senza CV

Il CV da due pagine non serve. Serve un profilo che in 30 secondi dica cosa sai fare, cosa cerchi e quanto vuoi guadagnare.

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In breve

  • Elenca 5–10 competenze con un livello onesto.
  • Scrivi la RAL che desideri, non quella che hai.
  • Aggiungi 2–3 prove concrete: un progetto, un risultato, un link.
  • Dì chiaramente cosa non vuoi (sede, orari, settore).

Perché il CV classico ti penalizza

Il CV nasce per essere letto da una persona che ha tempo. Nella realtà chi seleziona scorre decine di candidature, e le informazioni utili (cosa sai fare, cosa cerchi, quanto costi) sono sparse tra date, loghi e “ottime capacità relazionali”.

Un profilo strutturato fa il contrario: mette in alto quello che serve per decidere se parlarsi. Su Hunterless il profilo non ha il CV proprio per questo: il matching guarda competenze, RAL, modalità di lavoro, esperienza e zona.

1. Le competenze: poche, specifiche, con un livello

“Informatica” non è una competenza. “SQL”, “Figma”, “contabilità fornitori”, “saldatura TIG” sì. Più sei specifico, più il match è preciso.

Esempio

Invece di “esperienza nel marketing digitale” scrivi: Google Ads (buono), Meta Ads (buono), GA4 (base), copywriting (esperto), Canva (esperto).

2. La RAL desiderata: scrivila, sempre

RAL significa retribuzione annua lorda: quanto guadagni in un anno prima di tasse e contributi. È il numero con cui le aziende ragionano, quindi usalo anche tu.

Scrivere la RAL che desideri non ti “brucia”: ti fa risparmiare colloqui inutili. Se un’azienda offre molto meno, lo scoprite subito, non al terzo incontro.

3. Le preferenze: dire no è un superpotere

Remoto, ibrido o in sede? Quanti chilometri sei disposto a fare? Full time o part time? Scriverlo evita che ti arrivino proposte che rifiuteresti comunque.

Non è fare i difficili. È dare all’azienda le informazioni per non sprecare il tuo tempo e il suo.

4. Tre righe su di te (niente “dinamico e proattivo”)

La breve presentazione è il posto dove raccontare cosa ti muove. Tre frasi bastano:

  1. Cosa fai oggi (o cosa hai studiato).
  2. Un risultato concreto, meglio se con un numero tuo e verificabile.
  3. Cosa cerchi adesso.
Esempio

“Sono al secondo anno da tecnica di laboratorio in un’azienda alimentare. Ho riorganizzato l’archivio campioni e ora le analisi partono in giornata invece che il giorno dopo. Cerco un ruolo in controllo qualità, ibrido, zona Bologna.”

Da evitare

“Persona solare, dinamica e proattiva, con ottime capacità di problem solving e di lavoro in team.” È vero per tutti, quindi non dice niente di te.

5. Le prove: meglio un link che un aggettivo

Se puoi, aggiungi qualcosa che si possa vedere: un portfolio, un repository, un progetto di tesi, un attestato, un sito che hai fatto. Una prova vale più di dieci aggettivi.

Non hai niente da mostrare? Descrivi un problema che hai risolto: cosa non funzionava, cosa hai fatto, com’è finita. Funziona anche per lavori manuali, commerciali o di assistenza clienti.

Checklist finale

Aggiorna il profilo ogni volta che impari qualcosa di nuovo. Bastano due minuti, e i match si ricalcolano da soli.

Pronto a metterlo in pratica?

Crea il tuo profilo Hunterless: niente CV, RAL chiara, nessun headhunter. Sono le aziende a scriverti.