Per chi lavora
Partire dalle Filippine per lavorare all'estero: DMW, agenzie con licenza e tutele
Come funziona il sistema filippino per chi lavora all'estero: il Department of Migrant Workers, le agenzie con licenza, le regole sulle tariffe, i documenti per partire e le vie legali verso l'Italia.
Per chi è
Per cittadine e cittadini filippini che vogliono lavorare all'estero, in particolare in Italia, compreso chi lavora come collaboratrice domestica o assistente familiare. Se sei già in Italia con un permesso di soggiorno, leggi anche la pagina sui diritti di chi lavora in Italia.
In breve
- Dal 2021 l'autorità competente è il Department of Migrant Workers (DMW), che ha assorbito la POEA.
- Reclutare senza licenza, o chiedere più delle tariffe ammesse, è reclutamento illegale.
- Chi lavora come domestico non deve pagare alcuna placement fee.
- Le Filippine vietano in linea di principio l'assunzione diretta da parte di datori esteri, salvo eccezioni: se un datore ti assume direttamente, chiedi al DMW come procedere prima di partire.
- Le Filippine sono tra i paesi con quote riservate nel decreto flussi italiano 2026-2028.
Informazioni generali, non consulenza legale. Le norme cambiano e hanno eccezioni. Verifica sempre il testo ufficiale nelle fonti in fondo e, per il tuo caso, rivolgiti a un sindacato, un patronato, un consulente del lavoro o un avvocato.
Il Department of Migrant Workers
La legge della Repubblica n. 11641, approvata il 30 dicembre 2021, ha creato il Department of Migrant Workers (DMW). Il DMW ha assorbito la Philippine Overseas Employment Administration (POEA) e gli uffici del lavoro all'estero; l'OWWA (Overseas Workers Welfare Administration) è un ente collegato al DMW. [1] Sul sito del DMW trovi l'elenco delle agenzie di reclutamento con lo stato della licenza (valida, scaduta, cessata e così via).
Reclutamento illegale: cosa vieta la legge
La legge sui lavoratori migranti (Republic Act n. 8042, modificata dalla RA n. 10022 del 2010) considera reclutamento illegale, tra l'altro: [2]
- qualsiasi attività di reclutamento svolta da chi non ha licenza o autorizzazione;
- chiedere o accettare, direttamente o indirettamente, più di quanto previsto dalle tariffe ammesse;
- trattenere i documenti di viaggio del lavoratore prima della partenza per ottenere soldi o per qualsiasi altro motivo.
Placement fee: quando non si paga
Secondo le regole POEA del 2016 per i lavoratori "landbased", un'agenzia può chiedere al lavoratore una placement fee pari al massimo a un mese di stipendio base del contratto approvato, solo dopo la firma del contratto e con una ricevuta ufficiale. Non si può chiedere nessuna placement fee ai lavoratori domestici e a chi va in paesi dove la legge o la prassi vieta queste tariffe. Non sono ammessi altri costi oltre a quelli previsti dalle regole. [4] Le regole possono essere aggiornate dal DMW: controlla sul suo sito la versione in vigore.
In Italia le agenzie autorizzate o accreditate non possono chiedere né ricevere compensi dal lavoratore. [12] Anche i principi OIL sul reclutamento equo dicono che i lavoratori non dovrebbero pagare costi di reclutamento. [10] Le Filippine non risultano aver ratificato la Convenzione OIL n. 181 sulle agenzie per l'impiego private. [9]
Assunzione diretta: attenzione
Il Codice del lavoro filippino vieta, in linea di principio, che un datore di lavoro straniero assuma un lavoratore filippino per un impiego all'estero senza passare dagli enti autorizzati; sono previste eccezioni. [3] Se un datore italiano ti assume direttamente, anche tramite una piattaforma, informati presso il DMW o il Migrant Workers Office competente su come registrare il contratto prima di partire. Diffida di chi ti propone di partire "da turista" per poi lavorare.
Documenti per partire e welfare
Prima della partenza serve il documento di uscita per lavoratori all'estero. Il DMW sta sostituendo il vecchio Overseas Employment Certificate (OEC) con l'OFW Pass (OFW Travel Pass) digitale: dall'ottobre 2025 chi torna a lavorare all'estero con lo stesso datore e la stessa mansione ("balik-manggagawa") può usarlo come autorizzazione all'uscita, generandolo con l'app eGovPH. [5] Chiedi al DMW o al Migrant Workers Office quale documento serve nel tuo caso. L'iscrizione all'OWWA dà accesso a programmi di welfare per te e la tua famiglia; le regole sono nella legge sull'OWWA (RA n. 10801 del 2016). [6]
Lavoro domestico e di cura
Le Filippine hanno ratificato nel 2012 la Convenzione OIL n. 189 sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici. [8] Anche l'Italia l'ha ratificata. [8] Per orari, riposi e paga di chi lavora in famiglia in Italia, leggi la guida Lavorare come assistente familiare.
Previdenza
Nell'elenco INPS degli Stati extra UE con una convenzione di sicurezza sociale in vigore con l'Italia, le Filippine non compaiono. [7] Per i contributi versati in Italia rivolgiti a un patronato o all'INPS.
Le vie legali per lavorare in Italia
Per un lavoro dipendente, di solito è il datore di lavoro italiano a chiedere il nulla osta; con quello chiedi il visto all'ambasciata d'Italia a Manila. I passaggi sono nella pagina Lavorare in Italia da un paese extra UE.
Il decreto flussi 2026-2028 (DPCM 2 ottobre 2025) riserva 25.000 ingressi l'anno per lavoro subordinato non stagionale ai cittadini di paesi con accordi di cooperazione migratoria con l'Italia. Le Filippine sono nella lista. Lo stesso decreto prevede quote separate per l'assistenza familiare. [11]
Checklist prima di partire
- Verifica sul sito del DMW che l'agenzia abbia una licenza valida.
- Se lavorerai come domestica o domestico, non pagare nessuna placement fee.
- Negli altri casi non pagare nulla prima di aver firmato il contratto approvato, e pretendi una ricevuta ufficiale.
- Non pagare nessuno per "comprare" un nulla osta o un visto italiano.
- Se il datore italiano ti assume direttamente, chiedi al DMW come registrare il contratto.
- Ottieni prima di partire il documento di uscita richiesto (OEC o OFW Pass) e conserva copie di contratto e ricevute.
- Non consegnare il passaporto originale a nessun intermediario.
- Leggi la guida Red flag negli annunci.