Lavorare all’estero

Dall’Ucraina: protezione temporanea e lavoro in Italia

Chi è fuggito dalla guerra in Ucraina ha nell’UE una protezione temporanea che consente di lavorare. Qui trovi cosa prevede, fino a quando vale, come passare a un permesso per lavoro in Italia e quali regole ucraine valgono per gli intermediari.

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Per chi è

Per cittadini ucraini (e altre persone coperte dalla protezione temporanea) che sono già in Italia o pensano di venirci, e per chi in Ucraina cerca lavoro all’estero tramite intermediari. Le regole in questo campo cambiano spesso: controlla sempre le fonti ufficiali aggiornate.

In breve

  • La protezione temporanea UE per chi fugge dall’Ucraina è stata prorogata fino al 4 marzo 2028.
  • Dà diritto a lavorare, come dipendente o autonomo.
  • In Italia il permesso per protezione temporanea si può convertire in permesso per lavoro, se hai i requisiti.
  • In Ucraina chi fa intermediazione per lavori all’estero deve essere nell’elenco ufficiale del Ministero dell’Economia.

Informazioni generali, non consulenza legale. Le norme cambiano e hanno eccezioni. Verifica sempre il testo ufficiale nelle fonti in fondo e, per il tuo caso, rivolgiti a un sindacato, un patronato, un consulente del lavoro o un avvocato.

La protezione temporanea UE

Nel marzo 2022 il Consiglio dell’UE ha attivato la protezione temporanea per le persone sfollate dall’Ucraina, sulla base della direttiva 2001/55/CE. [1] La direttiva prevede che i beneficiari possano svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo. [2]

Con la decisione di esecuzione (UE) 2026/1912 del 30 luglio 2026 la protezione è stata prorogata fino al 4 marzo 2028. [3] La stessa decisione ha introdotto un nuovo requisito per chi chiede la protezione per la prima volta: dimostrare, se rilevante, di aver rispettato gli obblighi militari in Ucraina. Il requisito si applica dal 31 luglio 2026 e non riguarda chi era già beneficiario di protezione temporanea in uno Stato membro al 30 luglio 2026 e la conserva senza interruzioni in quello stesso Stato. [3] [4]

In Italia: lavorare e convertire il permesso

Secondo la legge italiana di attuazione, il permesso per protezione temporanea è esteso allo studio e al lavoro. [5] La Polizia di Stato (per esempio la Questura di Arezzo) indica che i permessi “Emergenza Ucraina” si possono rinnovare, su richiesta, fino al 4 marzo 2028. [6]

Chi lavora può chiedere di convertire il permesso per protezione temporanea in un permesso per lavoro, per l’attività che svolge effettivamente, se ha i requisiti. La possibilità è prevista dalla legge di bilancio 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, comma 396). [7] [6] È una scelta da valutare con un patronato: il permesso per lavoro ha regole proprie di rinnovo.

Chi è ancora in Ucraina e vuole venire a lavorare in Italia per le vie ordinarie può usare il decreto flussi: l’Ucraina è tra i paesi con quote riservate per il lavoro non stagionale nel triennio 2026-2028. [8] In Italia, con un permesso valido, hai gli stessi diritti di lavoro dei lavoratori italiani.

Le regole ucraine sulla migrazione per lavoro

La legge ucraina n. 761-VIII del 5 novembre 2015 sulla migrazione di lavoro all’estero prevede, tra l’altro, che i diritti dei lavoratori migranti a condizioni di lavoro adeguate, retribuzione, riposo e protezione sociale siano regolati dalla legge del paese in cui lavorano e dai trattati internazionali ratificati dall’Ucraina, e che ambasciate e consolati ucraini li assistano, anche con consulenza giuridica gratuita sulle questioni consolari. [9]

Dal 2023 chi offre servizi di intermediazione per il lavoro all’estero non ha più bisogno di una licenza, ma deve presentare una dichiarazione ed essere incluso in un elenco tenuto dal Ministero dell’Economia ucraino. L’elenco è pubblico e consultabile online. [10] [11] Il Servizio statale per l’impiego dell’Ucraina offre servizi pubblici di ricerca lavoro. [12]

Qualunque cosa ti propongano, ricorda il principio dell’OIL: i costi del reclutamento non devono essere a carico del lavoratore. [13]

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