Per chi lavora
Partire dall'India per lavorare all'estero: agenti registrati, eMigrate e tutele
Come riconoscere un agente di reclutamento in regola, quando serve la "emigration clearance", quali tutele offre lo Stato indiano a chi lavora all'estero e come arrivare legalmente in Italia.
Per chi è
Per cittadine e cittadini indiani che cercano lavoro all'estero, in particolare in Italia o nell'Unione europea, e per le famiglie che li aiutano. Se sei già in Italia con un permesso di soggiorno, leggi soprattutto la pagina sui diritti di chi lavora in Italia.
In breve
- In India può reclutare per l'estero solo chi ha un certificato di registrazione come "recruiting agent". L'elenco degli agenti registrati è sul portale ufficiale eMigrate.
- La "emigration clearance" serve solo a chi ha un passaporto ECR e va a lavorare in uno dei paesi ECR indicati dal governo indiano. L'Italia non è tra questi.
- Le regole indiane fissano un tetto a quanto un agente registrato può farsi pagare. Il principio OIL e la legge italiana vanno oltre: il lavoratore non dovrebbe pagare nulla.
- L'India non compare nell'elenco INPS dei paesi extra UE con una convenzione di sicurezza sociale in vigore con l'Italia.
- L'India è tra i paesi con quote riservate nel decreto flussi italiano 2026-2028.
Informazioni generali, non consulenza legale. Le norme cambiano e hanno eccezioni. Verifica sempre il testo ufficiale nelle fonti in fondo e, per il tuo caso, rivolgiti a un sindacato, un patronato, un consulente del lavoro o un avvocato.
Solo agenti registrati
La legge di riferimento è l'Emigration Act del 1983. Nessuno può svolgere l'attività di agente di reclutamento senza un certificato rilasciato dall'autorità di registrazione. [1] Il ministero degli Esteri indiano (MEA) consiglia di chiedere all'agente il certificato di registrazione originale rilasciato dal Protector General of Emigrants e, se hai dubbi, di verificarlo presso un ufficio del Protector of Emigrants. Il MEA avverte anche di non trattare con sub-agenti, che la legge non ammette. [3]
Il portale ufficiale per l'emigrazione per lavoro è eMigrate (emigrate.gov.in), gestito dal MEA: secondo il ministero, lì puoi controllare l'elenco degli agenti registrati attivi ("List of active RA"). [2] Diffida di chi recluta solo tramite chat o social e non compare in nessun elenco.
Quanto può chiederti un agente
Secondo il MEA, in base all'Emigration Act un agente registrato non può farsi pagare dal lavoratore, per i propri servizi, più di 30.000 rupie più GST (18%), e deve rilasciare una ricevuta per l'importo incassato. [2] La pagina del MEA sull'emigrazione per lavoro riporta ancora un limite precedente: in caso di dubbio chiedi a un ufficio del Protector of Emigrants prima di pagare qualsiasi cosa. [3]
Il tetto indiano è un massimo, non un obbligo. Secondo i principi OIL sul reclutamento equo i lavoratori non dovrebbero pagare tariffe o costi di reclutamento. [8] In Italia le agenzie autorizzate o accreditate non possono chiedere né ricevere compensi dal lavoratore. [10] L'India non risulta aver ratificato la Convenzione OIL n. 181 sulle agenzie per l'impiego private. [7]
ECR, ECNR e "emigration clearance"
Secondo il MEA, l'Emigration Act prevede che chi emigra per lavoro ottenga un'autorizzazione dal Protector of Emigrants, la cosiddetta emigration clearance. In pratica la clearance serve solo a chi ha un passaporto con dicitura ECR (Emigration Check Required) e va a lavorare in uno dei paesi ECR: il MEA ne elenca 17, quasi tutti nel Golfo, in Medio Oriente e nel Sud-est asiatico. L'Italia non è nella lista. [3]
Assicurazione PBBY
La Pravasi Bharatiya Bima Yojana (PBBY) 2017 è un'assicurazione obbligatoria per i lavoratori della categoria ECR, in vigore dal 1° agosto 2017. Copre fino a 10 lakh di rupie (1 milione) in caso di morte accidentale o invalidità permanente durante il lavoro all'estero. [4] È pensata per chi parte con emigration clearance verso i paesi ECR: per un lavoro in Italia, informati comunque sulla copertura assicurativa prevista dal tuo contratto.
Se hai problemi all'estero: MADAD
MADAD è il sistema online del MEA, attivo dal 2015, per presentare e seguire le richieste di assistenza consolare. Tutte le ambasciate e i consolati dell'India all'estero, quindi anche quelli in Italia, sono collegati al portale. [5]
Previdenza
Nell'elenco INPS degli Stati extra UE con una convenzione di sicurezza sociale in vigore con l'Italia, l'India non compare. [6] I contributi versati in Italia restano registrati presso l'INPS: per sapere cosa succede se torni in India, rivolgiti a un patronato o all'INPS.
Una nuova legge in preparazione
Nel 2025 il MEA ha pubblicato per la consultazione la bozza dell'Overseas Mobility (Facilitation and Welfare) Bill, destinata a sostituire l'Emigration Act del 1983. [11] Finché la nuova legge non entra in vigore valgono le regole descritte qui: controlla sul sito del MEA se ci sono novità.
Le vie legali per lavorare in Italia
Per un lavoro dipendente, di solito è il datore di lavoro italiano a chiedere il nulla osta; con quello chiedi il visto all'ambasciata o al consolato d'Italia. I passaggi sono nella pagina Lavorare in Italia da un paese extra UE.
Il decreto flussi 2026-2028 (DPCM 2 ottobre 2025) riserva 25.000 ingressi l'anno per lavoro subordinato non stagionale ai cittadini di paesi con accordi di cooperazione migratoria con l'Italia. L'India è nella lista. [9] Ci sono anche quote separate per l'assistenza familiare: vedi la guida Lavorare come assistente familiare. [9]
Checklist prima di partire
- Verifica su eMigrate che l'agente sia registrato e che la registrazione sia attiva.
- Chiedi di vedere il certificato di registrazione originale.
- Se paghi qualcosa, pretendi una ricevuta e confronta l'importo con il tetto ufficiale.
- Non pagare nessuno per "comprare" un nulla osta o un visto italiano: li chiedono il datore di lavoro e le autorità.
- Pretendi un'offerta scritta con datore, mansione, luogo, orario e retribuzione lorda.
- Non consegnare il passaporto originale a intermediari.
- Salva il link di MADAD e i contatti dell'ambasciata indiana.
- Leggi la guida Red flag negli annunci.