Per chi lavora

Partire dal Bangladesh per lavorare all'estero: BMET, agenzie con licenza e diritti

Cosa prevede la legge del Bangladesh per chi va a lavorare all'estero: registrazione, agenzie autorizzate, costi massimi, diritti prima e dopo la partenza, e come arrivare legalmente in Italia.

6 min di lettura

Per chi è

Per cittadine e cittadini del Bangladesh che vogliono lavorare all'estero, soprattutto in Italia o nell'Unione europea, e per le famiglie che spesso pagano o anticipano le spese. Se sei già in Italia con un permesso di soggiorno, leggi soprattutto la pagina sui diritti di chi lavora in Italia.

In breve

  • Per il reclutamento all'estero serve una licenza rilasciata dal governo. Anche i "sub-agenti" devono essere registrati.
  • Chi parte per lavoro deve registrarsi presso il BMET e ricevere la clearance con una carta elettronica.
  • Il governo può fissare un tetto ai costi di migrazione; le agenzie si impegnano per iscritto a non superarlo.
  • La legge riconosce diritti precisi: informazione, assistenza legale, risarcimento, rientro in patria.
  • Il Bangladesh è tra i paesi con quote riservate nel decreto flussi italiano 2026-2028.

Informazioni generali, non consulenza legale. Le norme cambiano e hanno eccezioni. Verifica sempre il testo ufficiale nelle fonti in fondo e, per il tuo caso, rivolgiti a un sindacato, un patronato, un consulente del lavoro o un avvocato.

La legge di riferimento

Le regole sono nella legge sull'impiego all'estero e sui migranti del 2013 (Overseas Employment and Migrants Act, legge n. 48 del 2013), modificata nel 2023 (legge n. 41 del 2023). Il testo ufficiale è in bengalese. [1] Il ministero competente è il Ministry of Expatriates' Welfare and Overseas Employment. [3]

Agenzie con licenza e sub-agenti registrati

Nessuno può svolgere attività di reclutamento senza una licenza rilasciata in base alla legge. Per ottenerla, l'agenzia deve anche presentare una dichiarazione giurata in cui si impegna a non chiedere più del costo fissato dal governo. [1]

Con la modifica del 2023 un'agenzia può servirsi di sub-agenti o rappresentanti solo se registrati. Chi lavora come sub-agente senza registrazione commette un reato. [1] Per verificare un'agenzia usa solo gli elenchi ufficiali del ministero o del BMET. L'associazione delle agenzie (BAIRA) è un'associazione di categoria: non rilascia licenze.

Registrazione BMET e carta elettronica

Chi vuole emigrare per lavoro deve registrarsi presso il Bureau of Manpower, Employment and Training (BMET), indicando la propria professione. [1] Completate le formalità, il BMET rilascia la clearance per l'espatrio su una carta elettronica con impronte digitali e dati biometrici. [1] Informazioni e servizi sono sul sito del BMET. [2]

Quanto puoi pagare

La legge permette al governo di fissare, con un ordine, il costo massimo della migrazione per l'impiego all'estero. [1] I tetti cambiano secondo il paese di destinazione e nel tempo: chiedi l'importo aggiornato al BMET prima di pagare.

Ricorda però che il tetto è un massimo. Secondo i principi OIL sul reclutamento equo i lavoratori non dovrebbero pagare tariffe o costi di reclutamento. [8] In Italia le agenzie autorizzate o accreditate non possono chiedere né ricevere compensi dal lavoratore. [10] Il Bangladesh non risulta aver ratificato la Convenzione OIL n. 181 sulle agenzie per l'impiego private. [7]

I tuoi diritti secondo la legge

Sono reati, tra l'altro: promettere falsamente un lavoro all'estero per prendere soldi e trattenere senza motivo legittimo il passaporto o i documenti di un lavoratore. [1]

Welfare e servizi finanziari

Il Wage Earners' Welfare Board, istituito con una legge del 2018, gestisce programmi di welfare per i lavoratori migranti e le loro famiglie. [4] La Probashi Kallyan Bank è una banca pubblica dedicata ai migranti, ad esempio per prestiti legati alla migrazione e al rientro. [5]

Previdenza

Nell'elenco INPS degli Stati extra UE con una convenzione di sicurezza sociale in vigore con l'Italia, il Bangladesh non compare. [6] Per sapere cosa succede ai contributi versati in Italia rivolgiti a un patronato o all'INPS.

Le vie legali per lavorare in Italia

Per un lavoro dipendente, di solito è il datore di lavoro italiano a chiedere il nulla osta; con quello chiedi il visto all'ambasciata d'Italia. I passaggi sono nella pagina Lavorare in Italia da un paese extra UE.

Il decreto flussi 2026-2028 (DPCM 2 ottobre 2025) riserva 25.000 ingressi l'anno per lavoro subordinato non stagionale ai cittadini di paesi con accordi di cooperazione migratoria con l'Italia. Il Bangladesh è nella lista. [9] Ci sono anche quote separate per l'assistenza familiare: vedi la guida Lavorare come assistente familiare. [9]

Checklist prima di partire