Lavorare all’estero
Lavorare in Australia: visti e diritti di base
I visti principali per lavorare in Australia, dove fare domanda e le tutele minime che valgono per tutti, anche per chi ha un visto temporaneo.
Per chi è
Per chi vuole lavorare in Australia con un visto temporaneo o permanente. Le domande di visto si fanno solo al Department of Home Affairs; per i diritti sul lavoro il riferimento è il Fair Work Ombudsman.
In breve
- I cittadini italiani tra 18 e 35 anni possono chiedere il Working Holiday visa (subclass 417).
- Dal 7 dicembre 2024 il visto sponsorizzato dal datore è lo Skills in Demand (subclass 482).
- Orario massimo ordinario 38 ore a settimana e 4 settimane di ferie pagate l’anno.
- Chi ha un visto ha gli stessi diritti sul lavoro di tutti gli altri.
Informazioni generali, non consulenza legale. Le norme cambiano e hanno eccezioni. Verifica sempre il testo ufficiale nelle fonti in fondo e, per il tuo caso, rivolgiti a un sindacato, un patronato, un consulente del lavoro o un avvocato.
La base legale e dove fare domanda
Visti e permessi sono regolati dal Migration Act 1958. Le domande si presentano online al Department of Home Affairs (immi.homeaffairs.gov.au). [1]
I visti principali
- Working Holiday (subclass 417): l’Italia è tra i paesi ammessi e per gli italiani il limite d’età è 35 anni (dal 1° luglio 2022). Permette di lavorare durante una vacanza. Chi svolge alcuni lavori “specificati” in certe zone può chiedere un secondo e un terzo visto. [2]
- Skills in Demand (subclass 482): un datore approvato ti sponsorizza per un posto che non riesce a coprire con lavoratori australiani. Ha sostituito il Temporary Skill Shortage dal 7 dicembre 2024. [3]
- Skilled Independent (subclass 189): visto permanente a punti, senza sponsor. Si presenta un’espressione di interesse e si attende un invito. [4]
Per alcune professioni serve la valutazione delle competenze da parte di un ente riconosciuto. Controlla i requisiti sulla pagina ufficiale del visto.
I tuoi diritti di base
Il Fair Work Act 2009 stabilisce le National Employment Standards (NES), minimi che valgono per quasi tutti i dipendenti:
- massimo 38 ore ordinarie a settimana, più ore aggiuntive “ragionevoli”; [5]
- 4 settimane di ferie pagate per ogni anno di servizio (non per i lavoratori casual); [6]
- preavviso minimo di licenziamento in base all’anzianità. [7]
Il salario minimo nazionale è fissato ogni anno dalla Fair Work Commission. Dal 1° luglio 2026 è 26,44 dollari australiani l’ora (1.004,90 a settimana per 38 ore; importo 2026-27, verifica gli aggiornamenti sul sito della Fair Work Commission) e vale per i dipendenti adulti non coperti da award o contratto collettivo. Molti lavori sono coperti da un “award” con minimi più alti. [8] Il datore deve inoltre versare la superannuation (pensione integrativa) per te. [9]
Se hai un visto temporaneo
Chi ha un visto ha gli stessi diritti sul lavoro di ogni altro dipendente, anche se ha violato le condizioni del visto: ai fini del Fair Work Act gli effetti delle norme sull’immigrazione sulla validità del contratto non contano. [10] Dal 1° luglio 2024 è reato costringere o fare pressione su un lavoratore con visto temporaneo per violare le condizioni del visto, oppure sfruttarlo usando il suo status migratorio. [11] Dal 1° luglio 2024 le Migration Regulations prevedono anche tutele per chi denuncia uno sfruttamento: in presenza di un caso certificato, il visto temporaneo di regola non viene cancellato per la violazione delle condizioni di lavoro, ed esiste un visto “workplace justice” (subclass 408) per restare in Australia e far valere i propri diritti. Requisiti e durata possono cambiare: verifica sui siti del Department of Home Affairs e del Fair Work Ombudsman. [12]
Checklist
- Fai domanda solo su immi.homeaffairs.gov.au; diffida di chi “vende” visti o sponsor.
- Controlla le condizioni del tuo visto su VEVO.
- Chiedi il Fair Work Information Statement e verifica l’award applicabile.
- Usa il calcolatore di paga del Fair Work Ombudsman.
- Non consegnare il passaporto al datore e non accettare paghe “in nero”.
- Per problemi di paga o sfruttamento, contatta il Fair Work Ombudsman.