Per chi cerca lavoro
Prepararsi a un colloquio tecnico
Il colloquio tecnico non è un esame a crocette. È una conversazione in cui mostri come ragioni. E anche tu stai valutando loro.
In breve
- Rileggi l’annuncio e sottolinea le 3–4 competenze chiave.
- Prepara 3 storie concrete con problema, azione, risultato.
- Ragiona ad alta voce: il processo conta quanto la risposta.
- Arriva con almeno 5 domande per l’azienda.
Una settimana prima: capire cosa verrà chiesto
Rileggi l’annuncio con un evidenziatore. Le competenze elencate per prime, o ripetute, sono quelle su cui ti metteranno alla prova.
- Chiedi a chi ti ha contattato com’è strutturato il colloquio: quante persone, quanto dura, se c’è una prova pratica. È una domanda normale.
- Ripassa le basi delle 3–4 competenze chiave. Meglio solido sulle basi che vago su tutto.
- Guarda il prodotto o il servizio dell’azienda. Usalo, se puoi. Annota una cosa che ti piace e una che miglioreresti.
Prepara tre storie
Quasi ogni colloquio tecnico contiene domande come “raccontami di una volta in cui…”. Arriva con tre storie pronte, costruite così:
- Situazione: il contesto in due frasi.
- Problema: cosa non funzionava.
- Azione: cosa hai fatto tu, non “il team”.
- Risultato: com’è finita, anche se non benissimo. Cosa hai imparato.
“Il gestionale del magazzino rallentava ogni fine mese. Ho scoperto che un report ricalcolava tutto lo storico. L’ho diviso per mese e salvato i totali: il report ora gira in pochi secondi. La prossima volta misurerei prima di toccare il codice.”
Durante: ragiona ad alta voce
Davanti a un esercizio, chi valuta vuole capire come pensi. Il silenzio totale è il nemico.
- Ripeti il problema con parole tue e fai domande: “I dati possono essere vuoti?”, “Conta di più la velocità o la leggibilità?”.
- Parti da una soluzione semplice che funziona, poi migliorala.
- Se ti blocchi, dillo: “Qui ho un dubbio tra A e B, provo A perché…”.
- “Non lo so, ma lo cercherei così” è una risposta onesta e spesso apprezzata.
Le prove a casa: quando va bene e quando no
Una prova pratica può essere utile a entrambi. Ma deve avere dei limiti chiari:
- Durata dichiarata e ragionevole (poche ore, non un weekend).
- Un esercizio fittizio, non un pezzo di lavoro reale che l’azienda userà.
- Un feedback, qualunque sia l’esito.
Se ti chiedono di progettare una campagna vera, tradurre documenti reali o sistemare il loro codice in produzione gratis, è lavoro non pagato. Leggi anche Red flag negli annunci.
Le domande da fare tu
Alla fine arriva sempre “hai domande?”. Rispondere “no” è un’occasione persa. Scegline 4–5:
Sul lavoro
- Com’è una settimana tipica in questo ruolo?
- Cosa dovrei aver fatto dopo 3 mesi per dire che sta andando bene?
- Qual è il problema più grosso che il team sta affrontando adesso?
Sul team
- Quante persone ci sono e con chi lavorerei ogni giorno?
- Come vengono dati i feedback? Ogni quanto?
- Perché questa posizione è aperta: è nuova o qualcuno è andato via?
Su crescita e condizioni
- Come funziona la revisione della RAL? Con che criteri?
- C’è un budget per la formazione?
- Quali sono i prossimi passi della selezione e quando avrò una risposta?
L’ultima domanda è importante: ti dà una data. Se passa senza notizie, hai il diritto di scrivere per chiedere.
Se il colloquio è online
- Prova il link e il microfono il giorno prima, non cinque minuti prima.
- Tieni aperto solo quello che ti serve: l’editor, l’annuncio, un foglio per gli appunti.
- Se devi condividere lo schermo, chiudi chat e notifiche personali.
- Se la connessione cade, rientra con calma e riprendi da dove eri: succede a tutti.
Dopo il colloquio
- Annota subito cosa ti hanno chiesto e cosa potevi dire meglio.
- Un breve messaggio di ringraziamento va bene, senza esagerare.
- Valuta anche tu: ti hanno rispettato? Hanno risposto chiaramente alle domande sulla RAL?
Un colloquio andato male non dice quanto vali. Dice solo cosa preparare meglio la prossima volta.
Pronto a metterlo in pratica?
Crea il tuo profilo Hunterless: niente CV, RAL chiara, nessun headhunter. Sono le aziende a scriverti.