Lavorare all’estero

Partire dall’Albania per lavorare in Italia

L’Albania non è nell’Unione europea: per lavorare in Italia serve un ingresso per lavoro. Qui trovi le vie legali, i servizi pubblici albanesi per chi emigra, l’accordo previdenziale Italia-Albania e le regole contro le tariffe di reclutamento.

5 min di lettura

Per chi è

Per cittadini albanesi che vivono in Albania e vogliono lavorare in Italia o in un altro paese dell’UE, e per chi li aiuta. Se hai già un permesso di soggiorno in Italia, le regole su rinnovo e conversione sono diverse: chiedi a un patronato o allo Sportello Unico.

In breve

  • Per l’Italia, la via principale è il decreto flussi: l’Albania è tra i paesi con quote riservate per il lavoro non stagionale.
  • Il nulla osta lo chiede il datore di lavoro in Italia; tu chiedi il visto all’Ambasciata d’Italia.
  • L’agenzia pubblica albanese per l’impiego (AKPA) offre informazioni a chi vuole emigrare per lavoro.
  • Dal 1° luglio 2025 è in vigore un accordo Italia-Albania di sicurezza sociale: i contributi versati nei due paesi si possono sommare.

Informazioni generali, non consulenza legale. Le norme cambiano e hanno eccezioni. Verifica sempre il testo ufficiale nelle fonti in fondo e, per il tuo caso, rivolgiti a un sindacato, un patronato, un consulente del lavoro o un avvocato.

Le vie legali per lavorare in Italia

Il DPCM 2 ottobre 2025 sui flussi d’ingresso 2026-2028 riserva ogni anno una quota per il lavoro subordinato non stagionale ai cittadini di paesi con accordi di cooperazione migratoria con l’Italia, e l’Albania è nell’elenco. [1] La procedura è quella generale: il datore chiede il nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione, poi tu chiedi il visto, firmi il contratto di soggiorno e chiedi il permesso di soggiorno entro otto giorni lavorativi dall’ingresso. [2] Esistono anche ingressi per lavoro stagionale e vie fuori quota, come la Carta Blu UE per i lavoratori altamente qualificati. I dettagli sono nella pagina sull’ingresso in Italia da paesi extra-UE.

Una volta in Italia con un permesso valido, hai gli stessi diritti di lavoro dei lavoratori italiani. [3]

I servizi pubblici albanesi per chi emigra

La legge albanese n. 9668 del 18 dicembre 2006 sull’emigrazione dei cittadini albanesi per motivi di lavoro regola l’emigrazione per lavoro. Con le modifiche del 2011 ha previsto gli sportelli per la migrazione negli uffici locali dell’agenzia pubblica per l’impiego, oggi Agenzia nazionale per l’impiego e le competenze (AKPA), per informare chi vuole partire e sostenere chi rientra. La legge prevede anche un registro degli emigranti e obblighi di informazione per le agenzie private per l’impiego. [4] Le offerte di lavoro e i servizi dell’AKPA sono sul portale ufficiale. [5]

Reclutamento: chi può farti pagare?

L’Albania ha ratificato la Convenzione OIL n. 181 sulle agenzie private per l’impiego. [6] L’articolo 7 della Convenzione stabilisce che le agenzie private non devono addebitare ai lavoratori onorari o spese, salvo eccezioni limitate decise dallo Stato. [7] Secondo le linee guida OIL sul reclutamento equo, nessun costo di reclutamento dovrebbe essere a carico del lavoratore. [8] In Italia, poi, le agenzie autorizzate non possono chiederti compensi. [9]

Attenzione. Nessuno può vendere un nulla osta o un “posto nelle quote” del decreto flussi. La domanda la presenta il datore di lavoro online al Ministero dell’Interno italiano.

Previdenza: l’accordo Italia-Albania

L’accordo tra Italia e Albania in materia di sicurezza sociale, firmato a Roma il 6 febbraio 2024 e ratificato dall’Italia con la legge 11 marzo 2025, n. 29, è in vigore dal 1° luglio 2025. [10] Secondo l’INPS l’accordo:

Le domande di pensione in regime internazionale si possono presentare all’INPS o all’ente previdenziale albanese (ISSH). [11]

Checklist prima di partire